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I remake

 

di Paolo Valassi

 

 

L'industria cinematografica, soprattutto quella americana, fin dagli anni '30 non ama molto il rischio e la sperimentazione.

Tutti vogliono andare sul sicuro: quando si azzecca un blockbuster lo si sfrutta fino in fondo attraverso il meccanismo della serialità.

Altre volte, per sopperire alla mancanza di nuove idee, si sfruttano vecchi copioni.

Di solito i remake sono film mediocri: come dimenticare (in realtà ci si riesce benissimo) i rifacimenti di Psycho, Ben Hur, Solaris, Il pianeta delle scimmie...?

Ci sono però esempi di alto livello: L'uomo che sapeva troppo, Scarface, I magnifici sette, Ocean's eleven, The Departed, Per un pugno di dollari e Cape Fear.
Quest'ultimo è un ottimo esempio di remake nettamente superiore all'originale in quanto non si limita a scopiazzare la storia ma aggiunge nuove idee, complessità sconosciute e una diversa cifra stilistica.

 

Nel 1962 Gregory Peck e Robert Mitchum sono i protagonisti de Il promontorio della paura.
Peck è un avvocato che ha fatto condannare il criminale Mitchum. Quest’ultimo, quando esce dalla prigione, vuole fargliela pagare e minaccia l’avvocato e la sua famigliola, la classica famiglia mid-class americana con moglie e figlioletta, villetta a schiera con giardino e station-wagon parcheggiata nel vialetto.
Nessun fronzolo, nessuna nevrosi. I ruoli sono chiari: il buono da una parte e il cattivo dall’altra. Non c’è possibilità di errore.


Nel 1991 Martin Scorsese rifà il film e lo intitola Cape Fear.
Il “buono” è Nick Nolte, il “cattivo” è Robert De Niro. L’avvocato, difensore d'ufficio del "cattivo", ha commesso una grave mancanza, etica ma anche penalmente perseguibile: non ha portato in tribunale tutte le prove che avrebbero aiutato ad alleggerire la posizione processuale del suo cliente, uno psicopatico stupratore. De Niro quando esce dalla prigione vuole fargliela pagare.

I ruoli non sono chiari: il "cattivo" ha le sue ragioni, il "buono" non è poi così buono, la moglie è nevrotica, la figlia non disdegna le attenzioni morbose del “cattivo”. Inoltre, e il messaggio è chiaro, Scorsese fa interpretare il ruolo dell’avvocato di Nick Nolte (il buono di questo film) a Robert Mitchum (il cattivo del primo film) e l’avvocato di De Niro (il cattivo di questo film) a Gregory Peck (che era il buono del primo film).
De Niro e Scorsese meritevoli di Oscar (non pervenuto).